Ghirba - Biosteria della Gabella

Dieci utopie di fantomatici abitanti di via Roma, che immaginano società diverse fuori dalla vita ordinaria

C’è chi stende i panni nel balcone di fronte per sfruttare meglio i raggi di sole, chi vorrebbe vivere in mezzo all’oceano, chi compila l’agenda al contrario e chi raccoglie le utopie degli altri. Storie bizzarre che, dietro l’invenzione narrativa, fanno riflettere su una diversa concezione dell’utopia supportata dal pensiero di un pensatore o un filosofo.

In quest’epoca in cui ci sentiamo tutti fotografi, il fotografo ambulante vuole che ogni suo scatto sia speciale. Per questo scatta al massimo dieci foto al giorno e si concentra sulla qualità del momento vissuto. Tutti vogliono farsi una foto come se fossero i propri antenati.

 

Questi brevissimi racconti di Irene Russo, in parte pubblicati sulla pagina Facebook di Via Roma insieme a contributi di Maria Teresa Grillo,  fanno parte di un’antologia edita da Quodlibet in occasione del festival Fotografia Europea 2018.

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Si tratta di un almanacco annuale delle voci più interessanti e a sorpresa che circolano oggi, con scritti di: Ugo Cornia, Fabio Donatini, Natalia Guerrieri, Patrizia Barchi, Paolo Pergola, Stefano Tonietto, Ermanno Cavazzoni, Paolo Colagrande, Alessandro Della Santunione, Andrea Lucatelli, Mauro Orletti, Alberto Piancastelli, Aldo Testa, Daniele Benati, Luca Mirabile, Jacopo Narros, Ivan Fantini, Marino Santinelli, Jean Talon, Elena Contenta Patacchini, Francesco Marsibilio, Paolo Albani, Irene Russo e Gianfranco Mammi.

Questa la quarta di copertina:

La rivoluzione è un po’ caduta in disgrazia. Quanto alla ribellione, è diventata una faccenda da nevrastenici. I cambiamenti sì, ce ne sono, uno cambia l’auto, uno cambia morosa, cambia ogni tanto il governo, cambia il tempo, maggio odoroso, eccetera. E le utopie? Sulle utopie si deve sparare a zero, perché l’uomo è malfatto ed è meglio se resta malfatto.

Il libro sarà in vendita in libreria a partire dal 5 maggio.

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