Ghirba - Biosteria della Gabella

L’artista Elena Marsico vivrà per una settimana in Via Roma

A cura di Travel on Art

Originaria di Torino, Elena si è diplomata in chitarra classica al Conservatorio di Alessandria, ma ha scelto di sperimentare la sua creatività a 360 gradi; dalla sua innata curiosità è nato un progetto artistico ricco di stimoli e sinergie. Protagonista del progetto della residenza d’artista in Via Roma, Elena ha deciso di raccontarsi, rispondendo ad alcune nostre domande.marsico3

Quali sono i tre aggettivi con cui vorresti descriverti?
Più che tre aggettivi, vi dirò tre parole: curiosità, testardaggine, stupore. Senza queste tre cose non avrei realizzato nulla. Come probabilmente sapete infatti sono autodidatta, e quindi, senza la curiosità per prima, la costanza poi e lo stupore sempre, non avrei fatto molta strada.

Quali sono gli artisti che hanno ispirato la tua vita e il tuo lavoro?
Quando ho cominciato ad esprimermi attraverso i colori guardavo tantissimo Burri e i suoi cretti, Fontana e i suoi tagli, Mark Rothko e la sua luce, infine i giochi di Mirò. Le mie prime opere erano materiche, collage di vari materiali e tagli netti di colore. Poi sono arrivati i cretti su tavola di grandi dimensioni. All’epoca avevo uno studio in cui lavorare e intanto insegnavo musica nelle scuole medie. Già, avevo dimenticato, mi sono diplomata in chitarra classica al Conservatorio, ma finito il diploma, ho cominciato subito ad esprimermi in altri modi. Ho iniziato ad uscire dagli spartiti che mi stavano sempre più stretti ed è nata tutt’altra musica.

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Dopo il diploma in chitarra classica, che cosa ti ha spinto ad intraprendere una carriera diversa?
Ho cominciato a praticare la tecnica della carta e colla quando non ho più potuto mantenere uno studio. Avevo cambiato casa, quartiere, era nata mia figlia a cui avevo dovuto cedere la stanza in cui lavoravo. Sono stata ferma qualche mese e mi sono resa conto che avrei potuto ammalarmi di nostalgia. Ho dovuto trovare un lavoro da poter fare anche in un piccolo spazio, sul tavolo in marmo della cucina.
Mi sono comprata un piccolo manuale sulla cartapesta e così ho cominciato; intanto avevo anche cambiato lavoro. Non ero più insegnante di musica, ma educatrice con utenti della psichiatria ed è stato con loro che ho sperimentato tantissimo. E’ con loro che ho conosciuto l’arte ” irregolare”.

Che cos’è per te la creatività?
Per me la creatività e il lavoro manuale sono un’autentica fonte di salute; non c’è nulla che mi guarisca di più di un pennello e un taglio di colore.

Ci racconti qualcosa sulla tecnica giapponese del foglio su foglio?
La carta e colla è una tecnica molto antica, giapponese di origine. Al contrario della cartapesta, in cui la carta si riduce a una pasta, nella carta e colla la carta si applica foglio su foglio, striscia su striscia, a partire da un modello. Il modello a volte si toglie, a volte resta all’interno e rispetto alla cartapesta, la finitura è più liscia e raffinata. Una volta che l’oggetto è finito ed asciutto, lavoro con colori acrilici per la decorazione.

Qual è il tuo progetto a cui sei più affezionata?
Non saprei dirvi qual è il progetto a cui tengo di più. Ne seguo diversi, e ogni volta mi appassiono a quello che faccio. Anche se mi capita di dover replicare un lavoro, so che sarà sempre un po’ diverso. Ogni volta per me è la prima volta.

Come mai hai scelto di partecipare al progetto della residenza d’artista in Via Roma?Conosco Silvia La Ferrara che mi ha contattato quest’inverno. Sinceramente non sapevo nulla di Reggio Emilia, di Fotografia europea, e tanto meno delle residenze d’artista. Mi ha divertito l’idea di lanciarmi in un progetto diverso da tutto quello che faccio di solito.

Ci racconti qualcosa sul tuo progetto legato alla residenza d’artista?
Ho proposto di fare dei ritratti utilizzando la mia tecnica. Mi sono state mandate delle fotografie di commercianti di via Roma e ho lavorato a questo progetto. In tutto i ritratti sono nove e l’installazione si intitolerà SGUARDI. Inutile dire che mi sono molto divertita a farli, non avevo mai fatto niente del genere. Tutto molto pop!

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