Ghirba - Biosteria della Gabella

A cura di Travel on Art

La prima residenza d’artista in Via Roma ha ospitato il fotografo francese Nicolas Boria, esponente della slow photography.

Nicolas ha vissuto una settimana intensa, tenendo lezioni in alcuni istituti superiori della città, fotografando le persone del luogo e raccontando la sua coinvolgente esperienza di artista.

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Nato a Lione, Nicolas Boria è diventato un ricercatore accademico e ha lavorato al Politecnico di Torino. Il suo amore per la fotografia è nato circa 10 anni fa e l’ha assorbito completamente. A differenza di molti suoi colleghi, abituati a scattare con macchine digitali, Nicolas scatta solo in analogico e il suo percorso artistico è stato improntato al superamento della tecnica. I suoi lavori sono un concentrato di creatività e fantasia e raccontano un mondo in bianco e nero, che ha i profumi del passato.
Oltre ad essere uno scienziato e un artista, binomio assolutamente complementare oltre che compatibile, Nicolas è un libero pensatore e non ha paura di osare e sperimentare. Come ogni fotografo ambulante che si rispetti, viaggia con la sua meravigliosa camera oscura ambulante, visitando paesini e mercati, e ritraendo ogni giorno volti nuovi e unici.

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Nicolas però segue una filosofia lavorativa precisa, abbracciando tutti gli aspetti legati alla slow photography. Ecco le sue parole:
“Oggi ci sentiamo tutti fotografi. Alcuni lo rifiutano, altri se ne entusiasmano. Per quanto mi riguarda, credo che sia una realtà. Una nuova era fotografica è in essere, tra instagram e selfie-sticks da una parte e reflex digitali economicamente abbordabili dall’altra.Tutto più rapido, anche. Forse, si può parlare di “fast-photography”. Diversamente, io voglio che ogni mio scatto sia speciale, infatti non scatto molto, per scelta. Negli ultimi anni mi sono concentrato sulla fotografia di grande formato, prodotta da macchine a soffietto, principalmente per il ritmo mite che impone e che calza perfettamente con l’idea della fotografia per come la amo. Questa è la slow photography.”

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Nicolas scatta al massimo dieci foto al giorno: in questo modo ogni scatto, anche quello esteticamente meno riuscito, ha un valore che lo rende unico e incomparabile. Il consiglio che ha rivolto a noi e agli studenti che ha incontrato infatti è quello di dedicare più attenzione al momento in cui decidiamo di scattare una foto, non basandoci sulla quantità degli scatti, bensì sulla qualità del momento vissuto.
Il progetto fotografico che esporrà a maggio in via Roma, durante la nuova edizione del Festival di Fotografia Europea, è un inno alla bellezza e alla condivisione. Durante questa settimana a Reggio Emilia, Nicolas Boria ha girato per le piazze della città, scattando foto a tutte le persone che si sono rese disponibili. Una volta che la foto era pronta, l’ha spezzata in due parti, consegnandone una metà al protagonista dello scatto e conservando a sua volta l’altra metà. A maggio si scoprirà se tutte le persone ritratte si presenteranno con la propria metà, aiutandolo a ricomporre la sua opera.