Ghirba - Biosteria della Gabella

Intervista prima del concerto @Ghirba Biosteria, via Roma 76 Reggio Emilia

Sabato 8 ottobre 2016 ore 22

Intervista di Paolo Camellini

Dopo più di 15 anni di carriera Daniela Savoldi ha fatto uscire il suo primo album solista, “Trasformazioni”, una sintesi tra musica classica, contemporanea, jazz ed orientale. Daniela suona dall’età di 10 anni e ha prestato il suo violoncello alla danza e alle arti performative. Tra gli altri ha collaborato con: Caravan De Ville, Muse, Le Luci Della Centrale Elettrica, Paola Turci, Calibro 35, Dente, Nada Malanima, Gianni Maroccolo, Vincenzo Fasano, Francesca Lago e Les Man Avec Les Lunettes.

Perché hai deciso di registrare un album solista dopo tanti anni di carriera?
La mia idea e il mio desiderio era registrare un mio album solista per fissare delle idee che avevo da tempo. Ho collaborato con molti artisti ma comporre qualcosa di tuo dalla A alla Z è un’emozione grande e una grande soddisfazione. Ho voluto mostrare ciò che è per me la musica, un insieme di colori che possiamo chiamare melodia ritmo dinamica vuoto pieno , tanti elementi messi insieme per emozionare. Questo è il mio significato di musica. O forse è il modo che mi viene meglio ossia niente virtuosismi fini a se stessi ma frasi, ambientazioni sonore che possano comunicare ed emozionare (almeno ci provo).

sav2

Quali sono state le idee, le esperienze e anche i musicisti che ti hanno ispirato i pezzi del disco?
Le idee partono da musiche composte per uno spettacolo di danza e teatro. Da lì poi ho sviluppato i temi trasformandoli in altro e da qui il titolo Trasformazioni. Un brano che si trasforma, evolve e qui ci si può riferire a mille cose. E il grafico che ha curato la copertina del vinile Vindab ha pensato bene di rappresentare le mie trasformazioni con l’universo che si evolve e trasforma continuamente.
In realtà più che musicisti mi hanno ispirato i mondi musicali in cui sono stata coinvolta soprattutto la musica dell’est con le scale minori armoniche che adoro, le musiche ipnotiche come i bordoni della tambura della musica indiana. Poi come sempre la musica brasiliana e la musica classica mi hanno insegnato l’eleganza e la morbidezza del fraseggio dove devi stare nel tempo senza farlo sentire.

Secondo te la tua musica può essere suonata in qualsiasi luogo?
Sicuramente il luogo in cui si suona qualsiasi musica determina parecchio la resa della stessa. La mia musica credo sia musica da ascoltare senza distrazioni culinarie o birre e vino da bere. Lo spettacolo dura 45 minuti e credo che il modo migliore sia sedersi, aprire le orecchie e il cuore e lasciarsi trasportare. Per il concerto ho pensato di proporre 6 video ad hoc realizzati magistralmente da Erica Terenzi in cui la danzatrice Marina Rossi si muove nello spazio in cui si trova e cioè in una fabbrica dismessa, una chiesa sconsacrata e una galleria.Il risultato credo sia molto suggestivo.

sav1

Qual è un posto dove sogni di suonare, non necessariamente un auditorium o un locale?
Sicuramente il mio sogno è suonare i miei brani nei teatri del mondo …. Sogno ambizioso lo so,ma chissà….