Ghirba - Biosteria della Gabella

Alcuni degli artisti di FE 2016 OFF di via Roma: Andrea Simone, Erika Sereni, Lorenzo Vannucci, Margherita del Piano

I progetti hanno preso forma dopo i sopralluoghi che i fotografi hanno effettuato nelle locations disponibili ad ospitarli nel week end di fuoco di apertura di Fotografia Europea 2016.

In anteprima proviamo a indagarne alcuni.

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Andrea Simone è una new entry nel gruppo di artisti che esporrà nel Circuito #FE16viaroma, così come è nuova la sede che lo ospiterà. Siamo in Via Filippo Re, civico 35, non più di 20 metri da Via Roma. I bianchi e neri fortemente contrastati di Andrea ci presentano una Via Emilia colta nella sua dinamicità di luogo “familiare” in cui la vita quotidiana scorre e lascia una traccia. Lo sguardo intimo coglie questi attimi e li ripropone quasi come in un “album di foto di famiglia”.

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Come questo immagini interagiranno con le fotografie surreali dell’altro ospite di questo bellissimo cortile interno? Lorenzo Vannucci, l’altro autore, fissa infatti nelle sue immagini sorprendenti cieli e luci e paesaggi di viaggio che, riproposti in fotografia, sono favole proiettate nel futuro, apparentemente anni luce lontane della Via Emilia.

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Erika Sereni cerca di recuperare una identità al paesaggio che scorre ai lati della Via Emilia, troppo spesso identificato come “non luogo” in cui l’armonia tra natura e presenta antropizzata non è conciliabile. Alla Gioielleria Tentazioni (civico 10) le sue fotografie di piccolo formato, contenute in astucci di gioielli, si soffermano su dettagli trascurabili, nascosti e sospesi tra le sempre più rare nebbie padane.

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Di forte impatto la mostra dal titolo “Storie minime di paesaggio” che Margherita Del Piano sta preparando per lo Studio dell’Avvocato Stefanelli (al civico 55). Al termine della Via Emilia,a Sud-Est di Milano, Maddalena è andata alla ricerca di quei luoghi con caratteri vivibili in cui è ancora leggibile un corretto rapporto tra spazio costruito e spazi verdi. Ambienti naturali predisposti per mettere in contatto uomini, animali ed elementi naturali come acqua, alberi e campi.

Ci si accorge così della importanza del recupero di luoghi storici: chiese, castelli, mura, rogge, edicole votive, cascine e cortili che punteggiano il paesaggio e costantemente ci ricordano che noi quei luoghi li abbiamo sempre abitati e dobbiamo continuare a mantenere una certa armonia in cui far coesistere elementi e persone diverse, segni contemporanei ed eredità del passato se vorremo abitarli anche in futuro.

Le fotografie che l’autrice ha quindi costruito sono, come scrive lei stessa, “una specie di equilibrio dinamico , sempre in continua ridefinizione , sempre mutevole. Ripropongono il paesaggio come una gigantesca molecola organica: complessa, apparentemente incomprensibile, ma in cui ogni curva, ogni snodo, ogni frammento strutturale ha la sua precisa funzione, stratificatasi nella sua  lunga storia biologica ed evolutiva di millenni.”