Ghirba - Biosteria della Gabella

Adele H. (Adele Pappalardo) è una cantautrice di Bergamo. Suona e registra senza strumenti, sovrapponendo strati di voce attraverso loop station, pedali e microfono e qualche volta percussioni. E’ stata anche la cantante del gruppo milanese Miami Golem.

Canti da sempre o è qualcosa di più recente?

Ho sempre cantato volentieri, ma ho capito che la mia voce poteva essere utilizzata come metodo espressivo quando Andrea Arnoldi mi chiese di far parte de Il Peso del Corpo. Prima di quell’esperienza facevo musica techno senza usare la voce e cantavo spesso per i fatti miei. Poi un giorno ho comprato una loop station perché avevo delle melodie in mente, alcune da molti anni, e ho iniziato a suonare una sera dell’estate 2012, dopo poco ho condiviso con il mondo il mio primo pezzo A Poison Tree https://soundcloud.com/adeleh/a-poison-tree-3  e ho iniziato a suonare in giro, soprattutto grazie a Dafne Boggeri, che è stata la prima a chiedermi di esibirmi per Full Moon Saloon da O’ (Milano).

Quali sono i musicisti con cui sogni di collaborare?

In realtà non ho particolari sogni a riguardo. Mi piacerebbe collaborare con percussionisti e batteristi di ogni natura. Una volta ho suonato live con la batterista Claudia delle Agatha ed è stato uno dei concerti più potenti mai fatti. Era una giornata torbida estiva a Milano e non si potevano aprire le finestre per non disturbare il vicinato visto che i volumi erano molto alti. La gente stava male fisicamente ma con gioia.

Cantare quali emozioni ti suscita e cosa vorresti che sentisse chi ti ascolta?

Credo che il canto sia espressione primordiale umana, paragonabile al camminare. Cantare è una forma di meditazione molto potente e semplice.

Ciò che mi auguro è che il pubblico stia bene, non in senso superficiale, può anche piangere se ne ha bisogno. Le mie canzoni parlano spesso di sublimazione perché è potente perdere il proprio io nel mondo intorno a noi.

Ora per te la musica è al primo posto nella vita o ci sono altri progetti che vorresti realizzare?

Al primo posto c’è l’equilibro. I miei progetti di vita  includeranno sempre uno spazio per la musica perché è uno strumento per il raggiungimento dell’equilibrio.