Ghirba - Biosteria della Gabella

Sabato 10 ottobre ore 22.00

Mèsico crea composizioni lineari e viscerali, ballads fatte di arpeggi di chitarra e tasti di pianoforte, melodie essenziali e dirette che si intrecciano con la voce. Dopo circa 7 anni dedicati al culto della musica elettronica e ambient più raffinata in compagnia del “socio” Luciano Ermondi, dopo aver solcato palchi in ogni dove con i Tempelhof, Paolo Mazzacani da vita al suo progetto più intimo e personale.

 

“Mèsico era mio nonno, venuto al mondo nel mezzo dell’oceano, sul

ponte più misero della nave che riportava in patria la sua famiglia,

partita emigrante per il Brasile qualche anno prima.

Era l’inizio del Novecento.

Raggiunta l’Italia, lo battezzarono col nome di Guido ma iniziarono

presto a chiamarlo Giuàn, Giovanni, come il fratello maggiore che se ne

andò adolescente cadendo dalla scala del granaio.

Era un tizio enorme, più largo che alto, forte come un toro, feroce,

affamato. Nel piccolo paese della campagna mantovana in cui divenne

uomo, un posto esotico valeva l’altro; fosse Cile o Argentina, Brasile o

Messico, appunto, non faceva alcuna differenza, così, eccolo marchiato

a vita: Mèsico, con una esse sola, come vuole la spiccia fonetica del poco

cerimonioso dialetto padano.

E Mèsico fu mio padre e Mèsico sono anch’io”.