Ghirba - Biosteria della Gabella

Sara Ardizzoni è una chitarrista e cantante ferrarese, che da un paio d’anni ha avviato il suo progetto solista Dagger Moth. Ha un solo album all’attivo, autoprodotto con la collaborzione dell’ex CSI Giorgio Canali. La sua Ë una musica intensa ed evocativa, generata dalle sole loop station e chitarra e ricamata con un po’ di elettronica essenziale.

Da quando suoni la chitarra?

Da circa 18 anni costellati di “ma” e “se”…se avessi cominciato prima, se avessi studiato di più, se avessi fatto una scelta musicale piuttosto che un’altra..l’unica cosa mai messa in dubbio è la passione.

Quali sono i gruppi in cui hai suonato prima di avviare il tuo progetto solista?

Le formazioni più “attive” in cui ho militato in passato direi che sono state 3 : Pilar Ternera, (progetto orientato ad un pop sghembo e onirico) , Pazi Mine (nato come duo dalle venature sperimentali e spesso votato all’improvvisazione, diventato poi un quartetto di matrice rock-noise ) e le Sorelle Kraus (un divertentissimo quartetto punk rock dove per qualche anno ho sostituito la chitarrista originale)

Dagger Moth è un nome che d‡ un’idea allo stesso tempo di grazia e di aggressività. E’ quello a cui pensavi quando ti sei inventata il nome del progetto?

Sì, sicuramente è un nome che racchiude queste due inclinazioni, infatti si riferisce ad un tipo di falena che ha le ali decorate da disegni simili a piccoli pugnali ..non secondario poi il fatto che evochi un’atmosfera piuttosto notturna, un mood che inevitabilmente va a caratterizzare gran parte della musica che ho prodotto negli ultimi anni..

Quali sono le persone e i musicisti più importanti per te che ti hanno ispirato ed incoraggiato fin ad ora, sia incontrate che ascoltate su disco?

Una domanda che come risposta meriterebbe un tema..ma sintetizzando tutto in poche parole: tra le persone “incontrate” di sicuro i miei genitori, il mio primo insegnante di musica (Roberto Formignani) e i cari amici con cui ho suonato nei vari progetti. Passando alle influenze musicali ..beh sono talmente caleidoscopiche e numerose che, dovendo citare un nome fra tutti, scelgo – come al solito – Marc Ribot.

C’è qualche musica di altri paesi, dall’Africa, ai Balcani all’Oriente, che ti affascina in modo particolare, che ascolti volentieri e magari vorresti includerne qualche influenza nei tuoi pezzi?

I miei ascolti nell’ambito della musica “etnica” sono alquanto casuali…posso trovare intriganti ed illuminanti composizioni molto diverse (dalla raccolta …thiopiques ai canti a cappella de Le Mystère des Voix Bulgares) ..ma al momento direi che pi˘ che avere un’influenza diretta sui brani che scrivo spaziare con gli ascolti mantiene il mio approccio alla musica sempre curioso, aperto ed onnivoro, cosa per me fondamentale.