Ghirba - Biosteria della Gabella

CINQUANTA FOTOGRAFI IN VIA ROMA PER FOTOGRAFIA EUROPEA – VIA ROMA 49


Nel distributore automatico di caffè e merendine espone Alessandra Calò, quest’anno protagonista anche del Circuito ON di Fotografia Europea con la mostra “Fotoscopia” (Galleria Parmeggiani).

L’artista partecipa al percorso di via Roma con “Rendez-vous”, una serie di immagini dal forte significato emotivo. L’appuntamento è dalle 18 del 15 maggio proprio all’Open Shop 24 di via Roma 49, dove solitamente si affollano i consumatori di caffè: qui potrete acquistare opere originali della fotografa. A un prezzo simbolico, fino a esaurimento scorte, 24 ore su 24.

Ciascuna immagine è disponibile in due sole copie: quante sono le possibilità che finiscano nelle mani di due anime gemelle?

11110162_10205562701501181_4011361365743700885_n

Alessandra Calò ci racconta la genesi di questa mostra.

Quale storia racconta la tua mostra?   

Quasi un anno di dediche quotidiane, riferite a persone vere, fatti realmente accaduti e luoghi fortemente vissuti, che trovano analogie quasi magiche all’interno di famose citazioni d’autore.

In che modo la tua opera si collega alla location scelta?

Il “distributore automatico” di via Roma, per alcuni è un “oggetto” insolito, mai provato. È l’antitesi della comunicazione personale. E’ una stanza piena e allo stesso tempo vuota. È una vetrina di alimenti e bevande desiderabili, disponibili, economici. Anche l’arte dovrebbe essere cosi. Dovrebbe comunicare stando zitta, dire qualcosa all’occorrenza. Poter essere alla portata di tutti. Ritengo che  l’arte – in tutte le sue forme – dovrebbe essere un momento di evasione, una dose di bellezza da prendere al bisogno, un momento di curiosità e una novità per chi non la conosce…

Attraversi spesso via Roma… Quali sono i luoghi a cui sei più legato?

Quando attraverso Via Roma, ogni passo è un ricordo simpatico, un aneddoto, una persona da salutare, un sorriso, qualcuno che ti aspetta, qualcuno da raggiungere a mezza via…E’ un luogo che crea connessioni emozionali.

Qual è il tuo rapporto con la fotografia?

Credo ci sia una completa fusione. Attraverso la fotografia scopro se sto cambiando, riesco a vedermi.

Cosa ti piace fotografare, di solito?

Non si butta via niente, tutto può tornare utile al momento giusto.

Dal punto di vista tecnico, quali strumenti utilizzi?

Non mi do regole…scatto anche foto con il cellulare che poi stampo in callitipia, come ad esempio nella mia attuale mostra “Fotoscopia”.

IMG_0030

Alessandra Calò sperimenta nuovi linguaggi e si avvale della tecnica dell’appropriazione per un recupero memoriale. Le sue opere scavano nel passato per tentare un dialogo col presente, un tempo in cui tutti hanno la possibilità di esistere nella forma di esseri senzienti, fantasmi o prefigurazioni.

Tra i progetti cui ha lavorato ricordiamo il contributo per il museo temporaneo di Italo Rota, Gli oggetti ci parlano; Women in Fluxus per Fondazione Palazzo Magnani; Antipodi Apolidi per Spazio Gerra; il progetto NDT, un’indagine nella propria storia familiare condotta attraverso radiografie e fotografie.

Nel 2013 produce Vite Senza Fine per l’inaugurazione del Tecnopolo di Reggio Emilia: esposte insieme ai progetti di Fabio Boni e Fabrizio Cicconi, le opere raccontano la storia delle Officine Meccaniche Reggiane rappresentando i volti di uomini e donne che vi lavoravano. Il progetto è stato segnalato nell’edizione 2014 del Premio Celeste. Nello stesso anno, Alessandra Calò prende parte insieme ad altri fotografi al progetto editorialeIn t’la nudda, indagine sociale sull’Appennino Reggiano” (Edizione ABao Aqu) e al progettoThe Dance of Resistance – Adolf Reichwein, a biography in movement per la State Ballet School of Berlin, in collaborazione con l’artista tedesco Roman Kroke.

Selezionata da Giliola Foschi ed Elio Grazioli, nel 2014 vince la sezione OFF di Fotografiah Europea con il progetto Secret Garden. Dopo l’anteprima reggiana, l’installazione è stata esposta in gallerie d’Italia, Francia e Olanda.

FOTOGRAFIA EUROPEA IN VIA ROMA