Ghirba - Biosteria della Gabella

Il giro del mondo in undici mostre. Gli autori ci propongono un viaggio che parte da Via Roma con stop a Venezia, New York, Argentina, Bolivia, Sicilia, Colombia, Uruguay, Costa Rica, Londra, Cuba, Sud-Est asiatico e alcuni territori Italiani.

Vittorio Vizzini

Si parte da Via Roma: una strada multietnica che ci consente di incontrare oggetti-persone-storie che raccontano vari paesi del mondo, ma che poi si espandono e diventano, per noi che le incontriamo, un  viaggio nel viaggio. Questo è il progetto sviluppato da Pierluigi Sgarbi e Elena Viappiani nella mostra “Un oggetto, tante storie, una sola terra”. Fotografie, stampe collografiche e solarprete di oggetti accompagnante da un audio che racconta nove diverse storie che abitanti di Via Roma ci hanno voluto proporre. In Via Roma al numero 8.

pierliogi sgarbi ed elena viappiani

Seconda tappa Venezia. C’è un luogo in cui, entrando, sembra di essere in un sogno fatto di luce e colori assoluti. Sulle scansie vi sono lastre di vetro di infiniti colori, pare siano più di tremila. Accostate una all’altra provocano un effetto talmente straniante che è impossibile non domandarsi se siamo in un luogo reale o solo frutto dell’immaginazione. Queste lastre saranno tagliate per ottenere piccole tessere da mosaico. Erika Sereni ci accompagna in questo luogo fantastico con la mostra “Biblioteca del Colore” , Scuola Internazionale Comics, al numero 20.

erika sereni

All’OVS, via Roma 1, si vola a New York . Roberta Grassi propone “La meraviglia di un ponte”: cinque immagini del Ponte di Brooklyn. Superfotografato ma sempre emozionante, unisce la terra-all’acqua-alla terra e con i suoi possenti piloni si slancia verso il cielo. Roberta tratta le immagini in forma pittorica e riesce ad emozionare con i richiami alla metropoli per eccellenza: New York.

“Pachamama” in lingua quechua significa “Madre Terra”: la dea più amata sugli altipiani Andini. E’ legame con la terra, fertilità del suolo e delle persone, generatrice di culture e riti ancestrali. Nel Ristorante Pizzeria “L’antico Muro” in Via Secchi, Mauro Caroli sviluppa tre temi legati ai riti “Pachamama”: il Carnevale di Humahuaca, la celebrazione della comunità per le anime morte (Pujllay) in Bolivia, la natura e i suoi abitanti nel Nord-Est Argentino.

mauro caroli

La Pizzeria del Capo, in Via Ferrari Bonini 29/a, è gestita “dal Capo”. Siciliano verace trapiantato a Reggio, ospita la mostra di un suo conterraneo: Sebastiano Campisi che invece in Sicilia ha deciso di restare. Le fotografie di Portopalo, del borgo marinaro di Marzameni e della riserva naturale di Vendicari sono mozzafiato. I colori e i paesaggi forti di questa terra a Sud di Tunisi riempiono la sala e vi porteranno al sole, al mare e alla natura bruciata dal caldo.

sebastiano campisi

Simone Zamboni ci trasporta in un angolo di Centro America grazie a Teresa. Lei è di Santo Domingo e in Via Roma ha aperto la sua attività di parrucchiera (al numero 38). Lì ogni giorno le donne dai  mille colori vanno a “farsi i capelli”. Simone ha vissuto una giornata in questo ospitale salone riprendendo i riflessi agli specchi: immagini di piccole ripartenze.

Da via Roma passando per Vicolo Venezia si arriva al Parco Santa Maria. Lì vi aspetta un viaggio           totale da non perdere. “PH20x30MASSIVE” è un progetto curato da Ruben Quiroga Cardet già presentato con successo in vari forum internazionali. Ospita il lavoro di ventidue fotografi provenienti      da Argentina, Uruguay, Colombia, Costa Rica, Londra, Italia e Cuba. I loro nomi: Paula Lopez Droguett,      Jimena Salvatierra, Flor Rormoser, Giulia Ricciotti, Gaspar Iwaniura, Max Catalan, Gimena Castellon   Arrieta, Juan Ignacio Aguilar, Federico Ortega Sanchez, Carolina Gulias, Diego Lavanchy, Dimas Melfi,     Jairo Miranda, Kenny Lemes, Poli Marozzi, Leticia Lopresti e Camila Trejos Cobo.

JAIRO MIRANDA (costa rica)

E’ l’uomo che domina la natura o è la natura che domina l’uomo? Questa la domanda che Margherita Serri, visitando vari luoghi, si è posta. Ci sono spazi in cui le opere dell’uomo si sovrappongono alla natura e con i loro colori, architetture e forme paiono dominarla e ci stupiscono per la loro bellezza. Ci sono luoghi invece ancora “incontaminati” in cui è solo la natura che ci parla. L’uomo, come intimorito da tanta bellezza, vi si avvicina ma li preserva e li custodisce. “Luoghi Dominanti” è all’Agenzia di Viaggi “Bottego”(al numero 50/a).

Margherita Serri

A Marco Baschieri non piace l’inverno che la rivoluzione della Terra ci restituisce ogni anno. Per sfuggire a questa inevitabile ricorrenza, Marco si è recato nel Sud-Est Asiatico trovando lo scenario ideale per  una eterna primavera/estate. La sua mostra è “Manichini” e la trovate sulle vetrine e nel negozio “Effetto Donna”.

marco baschieri

Troppo spesso non guardiamo o guardiamo da lontano non  riconoscendo le cose piccole. Vittorio Vizzini, al numero 50, fotografa particolari del terreno, muschio, cartacce, sabbia, … Esplosi e ingranditi, questi piccoli particolari vanno a comporre immagini che ricordano le riprese satellitari, svelando un aspetto spettacolare che troppo spesso, anche se sotto ai nostri occhi, ci sfugge. La mostra “Terra!” ci invita, per citare Ghirri, a “rieducare il nostro sguardo”.

Vittorio Vizzini è anche l’autore di “Decrescita Felice”: racconto di ragazzi diversamente abili che recuperano computer dismessi e, dopo averli ricondizionati, li donano a coloro che ne hanno bisogno (Progetto Dejavu, promosso dalla Onlus “Credere per Vedere” di Reggio Emilia). Nella corsa sfrenata alla “performance” e alla velocità un invito a fermarsi ad aspettare, nel segno della solidarietà. Sarà sicuramente una “decrescita felice”. In Via Roma angolo via Cambiatori.

“Terra e Territori” è la mostra collettiva del “Gruppo Exfarmacia”. La trovate al numero 39. Terre d’argilla hanno fatto questi uomini, questi uomini hanno preso l’argilla e l’hanno trasformata in pane, lambrusco, formaggio. Qui hanno costruito i loro nidi e deposto i loro sentimenti nonostante la malaria.

gruppo ex farmacia