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CINQUANTA FOTOGRAFI IN VIA ROMA PER FOTOGRAFIA EUROPEA – VIA ROMA 39


Cosa significa avere un fratello o una sorella, condividere un legame di sangue con qualcuno che è cresciuto insieme a noi? Nella serie “Siblings”, Francesca Cesari affronta l’esperienza originaria di conflitto e solidarietà, la consapevolezza di un’esistenza in cui rispecchiarsi, sia essa un valido sostegno che una presenza distante.

“Siblings” è un’indagine sulla relazione tra fratelli e sorelle, per mettere in luce le ambivalenze di questa familiarità: somiglianza, ruolo reciproco e diversità di atteggiamento.

Quale storia racconta la tua mostra?

Il prgetto SIBLINGS è una serie di ritratti di fratelli e sorelle, una galleria di coppie o gruppi di persone legate da un rapporto di consanguineità orizzontale. Da figlia unica mi ha sempre incuriosito il rapporto tra fratelli, spesso di complicità ma anche di competizione, invidia o insopportazione. Non ho mai desiderato un fratello o una sorella nell’infanzia o nella giovane età ma da quando sono diventata madre ho percepito la profondità di quel tipo di legame e la forza che ne deriva nel corso della propria esistenza. Così, cercando negli altri quella relazione che non ho mai vissuto, provo a capirla meglio e farla un po’ mia

In che modo la tua opera si collega alla location scelta?

Il progetto viene arricchito da alcuni ritratti di fratelli e sorelle che abitano o lavorano o in Via Roma.

Quali sono i luoghi a cui sei più legato?

La collina in generale è il luogo dove mi trovo meglio, dove mi piace tornare e mi sento a casa. Un orizzonte morbido in cui l’occhio ha una molteplicità di prospettive e il corpo si sente a proprio agio. Tutto questo non in un luogo specifico ma in tante realtà diverse, dalla Romagna alla Toscana ma anche la Provenza, dove mi è capitato più volte di andare.

“Tutti i luoghi il luogo”: a cosa ti fa pensare questa frase?

Mi rimanda al fatto che un luogo, un paesaggio viene vissuto diversamente a seconda del proprio stato d’animo. In un certo senso quindi tanti posti diversi possono essere riportati ad un unico paesaggio interiore che si vive in quel momento.

Qual è il tuo rapporto con la fotografia?

La fotografia è il mio lavoro ma soprattutto è il mezzo per avvicinarmi alle persone o vivere da vicino esperienze per me particolarmente significative. Fotografare è per me una sorta di urgenza creativa di cui non posso fare a meno.

Ci racconti la tua esperienza da fotografo?

Ho cominciato a fotografare per caso, da autodidatta, per riprendere gli spettacoli della compagnia teatrale che con altri amici avevamo fondato dopo la scuola di teatro, da lì in poi la fotografia ha continuato ad essere una piccola attività parallelamente all’università. Ho vissuto poi per un anno e mezzo a Londra dove ho frequentato un corso di specializzazione in Professional Photographic Practice al London College of Communication e rientrata in Italia ho proseguito il lavoro, focalizzandomi ancora di più sulle foto di ritratto e sull’elaborazione di progetti personali

Dal punto di vista tecnico, quali strumenti utilizzi?

Negli ultimi anni lavoro principalmente con macchine digitali Canon, quando voglio fare del bianco e nero utilizzo la vecchia Nikon e la pellicola.

Qual è il tuo fotografo di riferimento?

Non c’è un autore in particolare ma tanti fotografi che stimo molto: Irving Penn, Richard Avedon, Annie Leibovitz, Sally Mann e diversi autori contemporanei di cui seguo il lavoro.

Francesca _Cesari_light

Nata nel 1970, Francesca Cesari è una fotografa freelance che vive e lavora a Bologna. È laureata in Storia dell’Arte Contemporanea e ha un Diploma del London College of Communication in Professional Photographic Practice. La sua ricerca si concentra sulle persone fotografate a luce ambiente e I temi che predilige riguardano principalmente la famiglia, la maternità e il rapporto tra le generazioni.

FOTOGRAFIA EUROPEA IN VIA ROMA