Ghirba - Biosteria della Gabella

CINQUANTA FOTOGRAFI IN VIA ROMA PER FOTOGRAFIA EUROPEA – VIA ROMA 39


Entrando nel portone di Palazzo Melato 39, oltre al progetto “Siblings” di Francesca Cesari, troverete la mostra “Terra e territori” a cura del Gruppo Farmacia, ovvero Andrea Centrone, Cesare Corradi, Franco Caprari, Claudio BedocchiLuigi Verde. Così gli artisti descrivono le proprie immagini: “Terre d’argilla hanno fatto questi uomini, questi uomini hanno preso l’argilla e l’hanno fatta loro trasformandola in pane, lambrusco e formaggio. Qui han costruito i loro nidi e deposto i sentimenti nonostante la malaria”.

Quale storia racconta la vostra mostra?

Le immagini scelte raccontano storie di argilla finissima capace di trasformarsi in polvere ma anche di trattenere l’acqua per la vita di piante e animali, raccontano degli uomini che l’hanno presa e trasformata in mattoni, che l’hanno coltivata, spremuta. A volte gli stessi uomini aprono lo sguardo e si accorgono che la sfida è improba e che farebbero bene a rispettare la terra su cui lasciano le impronte perché il primo vento potrebbe cancellarle senza ritegno.

capraripaesaggiobinato

In che modo la vostra opera si collega al concept di Fotografia Europea “Effetto Terra”?

Si è lavorato sul rapporto fra l’uomo e l’ambiente. La terra come elemento sinergico per la costruzione di una tipologia di presenza e di cultura/coltura che tocca tutti gli esseri dell’ecosistema.

Via Roma può essere in qualche modo una finestra verso altri mondi?

Più che una finestra, via Roma è sempre stata una porta, come testimonia l’arco da cui inizia, una porta di contatto con tutte le bellezze e le criticità delle contaminazioni, dei territori di frontiera.

Quali sono i luoghi a cui sei più legato? E perché?

Mi accorgo sempre di più del legame con questa pianura e con la sua storia di cooperazione e accoglienza anche se sono molto attratto dalle luci dei paesi del nord. Poi, nel gruppo c’è chi preferisce i ritratti e qualcuno ama confrontarsi con l’immaginario.

“Tutti i luoghi il luogo”: a cosa vi fa pensare questa frase?

Il luogo non è che un eco della presenza: ogni uomo lo legge attraverso il suo corpo, la sua storia. Di quello si nutre e ne sputa i noccioli che cresceranno altri echi.

Ci racconti la vostra esperienza di fotografi?

È difficile raccontarsi quando o mentre “non si è più”, quando si fotografa, in qualche modo, si diventa il resto del mondo, la lingua si scioglie e le parole forme, colori e linee delle immagini…

Cosa vi piace fotografare, di solito?

Tutto ciò che la mia anima non è in grado di raccontare diversamente come, alberi, fiori, sorrisi, liocorni, figure evanescenti, mondi impossibili sebbene mai falsi.Non premiamo il pulsante di scatto se ciò che i nostri occhi vedono non mi arriva al cuore, allo stesso tempo quando ciò accade si scattano molte foto che poi si selezionano, perché quell’emozione vogliamo ritrovarla ogni volta che incontriamo quelle immagini.

fotocesare

Dal punto di vista tecnico, quali strumenti utilizzate?

Essendo un gruppo ogni fotografo ha la sua storia e ognuno è affezionato a più macchine. Andrea, per esempio negli anni (e nei vari cicli di ricchezza o povertà) ha usato molte e diverse macchine fotografiche, dalla Nikon F3 di papà, alla Canon Eos 50e che metteva a fuoco là dove guardavi nel mirino, alla compatta Nikon 8ooo piuttosto che le Panasonic DMC-FZ200 (e 1000 scroccata a mia moglie). In post produzione si usano le applicazioni fotografiche di Adobe Creative Cloud, in particolare Photoshop e Lightroom o per alcuni il semplice Paint.Net.

Qual è il vostro fotografo di riferimento?

Nell’era delle tecnologie della condivisione il fotografo di riferimento sono tutti coloro capaci di creare un accordo tra la propria voce e il destino comune che ci restituiscono certe immagini. Per Andrea, l’essere che più di ogni altro ha turbato i sonni è Filippo Crea, che con il suo “Compito a casa” ha dato molto filo da torcere, pubblicando foto che per molti anni non riuscii a comprendere che ragione avessero non solo di essere pubblicate, ma proprio di esistere! ..poi un po’ per volta ho capito, ed ora il mio cestino è molto più grande, e quel che resta molto migliore. L’altro mio riferimento invece, molto prima di poter citare Ansel Adams piuttosto che Steve McCurry è stato Monet.

Il gruppo fotografico “Exfarmacia” nasce nel 2013 dalle ceneri del circolo fotografico “La chiavica”; da una radice prevalentemente cadelboschese si è aperto alla collaborazione di vari altri hobbisti fotografi. In questo evento partecipano Andrea Centrone, Cesare Corradi, Franco Caprari, Claudio Bedocchi, Luigi Verde.

FOTOGRAFIA EUROPEA IN VIA ROMA