Ghirba - Biosteria della Gabella

CINQUANTA FOTOGRAFI IN VIA ROMA PER FOTOGRAFIA EUROPEA 


Fiori come nutrimento indispensabile alla nostra capacità di sognare, visti oltre l’apparenza, riletti e trasformati: sguardo sulla natura regina del “camouflage”. Nella vetrina della Giorielleria “Tentazioni” verrà esposta una polaroid incorniciata che richiama la mostra dell’autore presso “Il Tè e la rosa” di Corso Garibaldi.

Quale storia racconta la tua mostra?

Racconta la storia di un mondo che abbiamo tutti sott’occhio ma che non tutti riescono a vedere. è un mondo timido riservato e fragile, che si fa fotografare solo a condizione di potersi mascherare a piacimento…

Qual è il legame con la location che hai scelto?

Alla location si lega in quanto ogni “polaroid” è un pezzo unico quindi a mio modo di vedere un gioiello tra i gioielli. le immagini riflettono il mio punto di vista sugli effetti del lavoro incessante della natura, gli effetti “speciali” che scaturiscono dalla “terra” ogni anno da sempre….

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Qual è il tuo rapporto con la fotografia?

Con la fotografia (e con il video) ho sempre avuto un rapporto intenso in quanto è sempre stato il mio modo naturale di congelare i ricordi e siccome sono molto legato ai ricordi e al passato l’ho sempre considerata un’ancora rassicurante alla quale legarmi.Ho cominciato a fotografare a 15 anni spinto da un mio cugino più grande che faceva viaggi bellissimi da cui portava miriadi di foto che montava a sync con delle musiche scelte da lui. da lì la passione si è evoluta attraverso alcuni anni di studi universitari, una scuola di fotografia e una scuola di cinema che mi ha fatto virare professionalmente sull’immagine in movimento più che su quella statica, che rimane però la mia preferita (mi han sempre detto: “di lavoro fai qualcosa che ti piace, ma non la cosa che ti piace fare di più… quella tienilo per il tempo libero” e così ho cercato di fare).

Che cosa ti piace fotografare?

Di solito mi piace fotografare i membri della mia famiglia, il mare e le piccole cose apparentemente insignificanti che vedo in giro

Quali strumenti utilizzi?

Una polaroid sx70 che è una delle prime macchine polaroid che ha il vantaggio di essere reflex, essere figa dal punto di vista estetico, avere una messa a fuoco minima molto corta, ed essere maneggevole senza costare troppo. poi utilizzo degli strumenti da incisione o qualsiasi cosa possa lasciare un’impronta sull’emulsione dell’immagine appena scattata. uso un po’ di improvvisazione, di approssimazione e di leggerezza.

I tuoi fotografi di riferimento?

Sarah Moon mi fa diventare matto. Oltre ai mostri sacri che non sto qui ad elencare mi piacciono molto i lavori di Keith Carter.

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Alessandro Vezzani nasce vicino a Reggio nel 1978. Dopo anni di pratica costante da sognatore decide di studiare Fotograia e Cinema per poter dare vita almeno ad una minima parte dei suoi sogni. Studia a Milano e Roma poi si butta nel mondo del cinema sia come assistente operatore che come Direttore della Fotografia. A tempo perso continua a sognare…