Ghirba - Biosteria della Gabella

CINQUANTA FOTOGRAFI IN VIA ROMA PER FOTOGRAFIA EUROPEA


A Venezia c’è un luogo dove le librerie ospitano lastre di vetro di infiniti colori: saranno tagliate per ottenere piccole tessere da mosaico. Una gioia per gli occhi, che vi entrano inebriati ed escono saziati, quasi storditi da questa moltitudine di tonalità (pare ci siano quasi 3.000 diversi colori) accostate con un effetto talmente straniante da chiedersi se una varietà di sfumature simile possa esistere non solo nella realtà, ma addirittura nell’immaginazione.

Ne parliamo con l’artista Erika Sereni.

Quale storia racconta la tua mostra?

Racconta anche di me, delle mie esperienze (ho vissuto a Venezia alcuni anni, amo tornarvi e questa mostra ne racconta un frammento) dei miei punti di vista – fotografici e non solo – che desidero sempre moltiplicare e sfaccettare, a volte pericolosamente troppo, convinta però dell’importanza del suggerire più che del definire. Sarà chiaro…mah…

La biblioteca del colore è uno di quei luoghi incantati e sospesi di Venezia da cui non usciresti mai; avevo letto di questo spazio prima di andare a fotografarlo e mi ha colpito quanto da una parte corrispondesse all’immaginario che me ne ero creata (vecchi ripiani in legno con un ordine rigoroso, classificazione, allineamenti…), d’altra parte il fatto che la biblioteca fosse realizzata per catalogare lastre di vetro e non libri creava uno slittamento sorprendente di significato, quasi uno scollamento tra il linguaggio e la realtà. E poi quella varietà meravigliosa di colori: nella biblioteca ne sono raccolte e classificate circa 3.000 sfumature; come architetto e fotografa forse ne sono rimasta doppiamente affascinata!

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In che modo la tua opera si collega alla location scelta, o al concept di Fotografia Europea “Effetto Terra”?

Il progetto sarà esposto presso la Scuola Internazionale di Comics – Accademia delle Arti Figurative e Digitali, per cui il collegamento con luogo di studio e di cura del sapere è immediato.

Per questo motivo vorrei realizzare non solo un’occasione espositiva, ma che potesse integrarsi il più possibile con la Scuola, avvicinando il visitatore con una fruizione con cui possa interagire e confrontarsi liberamente.

Il concept di Fotografia credo abbia più di un tratto comune con le immagini proposte, in primis il desiderio di guardare il mondo in modo interrogativo, non univoco né scontato.

Quali sono i luoghi a cui sei più legato?  

Allora torno alla prima domanda, amo Venezia, perchè è diversa da tutte, silenziosa (a volte) sempre sospesa ed onirica, e certamente per i bei ricordi che mi legano alla città.

E adesso che ci penso, alcuni altri luoghi tutti accomunati dall’acqua, più o meno vicini, Po incluso.

Ci racconti la tua esperienza da fotografa?

Per un lungo periodo (6-7 anni) ho letto, provato ed approfondito da autodidatta e con progetti personali; poi, anche grazie ad alcune importanti esperienze ed opportunità (la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo nel 2009 a Skopje ed alcuni premi fotografici tra cui “Eyes on the planet” 2010 Milano e “Segni 20×20” Torino 2011) ho concorso e vinto una borsa di studio per la frequentazione del Master in Fotografia Avanzata allo IED di Milano, nel 2012, riferimento importantissimo per il confronto con la fotografia professionale, che mi ha invitato ad un approccio differente, più selettivo. In questo momento sto svolgendo due ricerche personali ed una site-specific, sui temi della memoria, del quotidiano e del tempo.

Qual è il tuo fotografo di riferimento?

Penso proprio che sia impossibile, per chi ama e studia la fotografia, avere un unico riferimento, un unico modello: sarebbe come avere un unico punto di vista! Mi piace ricordare l’autore del primo libro di fotografia che ho acquistato, dopo aver trascorso almeno dieci minuti ad osservare, ammaliata, una sola pagina: Edward Weston. Da allora ho letto e guardato molto e conosciuto Mulas, Roiter, Cresci, Giacomelli, Ghirri, Farri, Migliori…impossibile scegliere!

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Erika Sereni è Architetto e vive, lavora e a volte fotografa a Colorno (PR).

Ha frequentato il Liceo Classico G.D.Romagnosi di Parma, si è laureata in Architettura allo IUAV di Venezia ed ha frequentato il Master in Fotografia Avanzata presso l’Istituto Europeo di Design di Milano.

Fa parte dell’Archivio Giovani Artisti di Parma dal 2007, del gruppo Giovani Artisti Italiani (GAI) dal 2010, del gruppo Giovani Artisti Emilia-Romagna (GAER) dal 2011 ed é stata Presidente del gruppo fotografico del gruppo fotografico Color’s Light di Colorno (PR), che segue tutt’ora.

Ha esposto a Torino, Roma, Venezia, Milano ed è stata selezionata per rappresentare la città di Parma, nella sezione fotografia, alla XIV Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, che si è tenuta a Skopje, Macedonia, nel settembre 2009.

Dopo “case che crollano” (2007), “via Roma n.16” (2008), “una giornata negli orti” (2009), “objets trouvés – oggetti smarriti (2011-2012)” e “tracce di memoria” (2012), le immagini della “biblioteca del colore” costituiscono il suo sesto progetto fotografico divenuto mostra personale.

Fino al 10 luglio (lun-gio 14.30-18.30 e ven. 10-18.30) presso Scuola Comics.