Ghirba - Biosteria della Gabella

Parte “Terra di tutti Film Festival”: intervista all’ideatrice

Intervista a cura di Manuela Pecorari

Il 12 febbraio si parte con il Terra di Tutti Film Festival alla Ghirba… Intervistiamo Stefania Piccinelli della ONG GVC – Gruppo di Volontariato Civile, ideatrice e direttrice artistica del Festival. Stefania ha una lunga esperienza nella Cooperazione allo sviluppo, con GVC è stata per quasi un decennio in Burundi con un progetto mirato a ridurre la mortalità infantile causata dalla malnutrizione. Oggi è responsabile in GVC del settore di Educazione allo sviluppo e referente per i progetti di Tunisia a Marocco.

stef pic

Salve Stefania, tu sei la direttrice artistica per il GVC (Gruppo di Volontariato Civile, ONG) del TTFF fin dalla sua nascita, puoi raccontarci perché vi è venuta l’idea di un Film Festival?

Terra di Tutti Film Festival è nato nel 2007 all’interno di un progetto di educazione allo sviluppo, dal titolo “Tierra de Tod@s” che GVC stava realizzando con una ONG spagnola. Grazie alle risorse del progetto europeo è nato Terra di Tutti Film Festival.  Il festival è cresciuto (all’inizio erano circa 70 film iscritti e 3 giornate di proiezioni, oggi i film sono oltre 300 in 5 giornate) ma è rimasto fedele a se stesso e al suo obiettivo: raccontare il sud del mondo, o meglio i vari e diversi “sud” del nostro pianeta, attraverso lo sguardo e la narrazione di documentaristi e cineasti indipendenti che, telecamera in spalla, ci portano nelle tante realtà dimenticate  dai media di massa. Il tutto mettendo al centro le persone e le loro storie.

Perché una ONG fa un festival di cinema?

Per portare in Italia la complessità, la bellezza, la sofferenza, l’ingiustizia di quel mondo nel quale attraverso i suoi progetti  lavora, e che tenta di rendere più equo. GVC sa che i progetti di sviluppo da soli non sono in grado di cambiare le realtà di sofferenza: serve una presa di coscienza vera delle persone, degli abitanti del Sud ma soprattutto di quelli del Nord del mondo. Terra di Tutti è nato per fare questa parte di lavoro importantissima: informare per promuovere il cambiamento. Terra di Tutti Film Festival non racconta cosa fa GVC nel mondo. Racconta perché questa ONG che da 40 anni si impegna direttamente sul campo per i diritti e contro la povertà, ritenga che il suo lavoro sia ancora e sempre più necessario.

Il documentario sociale sembra proprio lo strumento ideale…

Sì, perché non fa “solo” informazione ma informazione di denuncia, informazione per il cambiamento.

ttff1

Quindi il GVC ha deciso di stare sul campo ma anche sullo schermo per cambiare le cose…

Esattamente. GVC, dopo decenni di lavoro a fianco dei popoli che lottano quotidianamente per i propri diritti e una vita degna, è sempre più convinto che il cosiddetto “sviluppo” non sia un processo a senso unico, in cui è la pratica pietistica di “aiuto” a farla da padrone, ma bensì possa essere raggiunto solo a partire dalla costruzione di relazioni più eque tra popoli, culture e ricchezze.

Questo è vero da sempre, ma è evidente soprattutto oggi, in un mondo globalizzato in cui ad esempio sono gli indumenti che indossiamo quotidianamente e inconsapevolmente a produrre povertà, sfruttamento e morte nei paesi terzi.

Si pensi ad esempio alla tragedia successa in Bangladesh nel 2013: migliaia di lavoratori sono morti per il crollo di un edificio in cui si producevano vestiti per le maggiori marche occidentali. Tragedia che per la sua ampiezza ha raggiunto l’opinione pubblica del nostro paese ma che continua a perpetrarsi quotidianamente in fabbriche tessili e concerie del paese asiatico. In uno dei film in programmazione alla Ghirba – il cortometraggio dal titolo “Sexy Shopping”, vincitore della ottava edizione di Terra di Tutti Film Festival – porteremo davanti agli occhi di tutti il dramma quotidiano di uno dei tanti bengalesi che popolano le nostre città ai tempi della crisi.

Puoi dirci perché alla Ghirba avete scelto come temi “Focus Palestina”, “Migrazioni e nuove cittadinanze” e “Mediterraneo al femminile”? Pensi siano temi cruciali per il cambiamento?

Proprio per stimolare nel pubblico di TTFF@Ghirba la voglia di mettersi in gioco per il cambiamento. Abbiamo deciso di puntare su un’area e delle problematiche vicinissime a noi con tre focus: Palestina, Migrazioni e Maghreb. Parleremo e mostreremo però in primis persone, donne, uomini e bambini che vivono con forza e dignità in condizioni difficili ma che hanno una fortissima spinta verso l’emancipazione e voglia di vita.

Dalla vita quotidiana a Gaza e nelle zone sotto il controllo israeliano in Cisgiordania, ai migranti che vivono di fianco a noi ma trasparenti ai nostri occhi, alle coraggiose donne del Maghreb, crocevia di popoli e culture.