Ghirba - Biosteria della Gabella

Venerdì 21 novembre alla Ghirba comincia una serie di appuntamenti dove autori recenti s’intrecciano ai classici senza soluzione di continuità. Un mash-up di musica, letteratura, performances curato da Pierluigi Tedeschi, che in questo primo appuntamento ci leggerà “Howl” di Allen Ginsberg “disturbato” dalla chitarra di Giancarlo Terzi.

Cosa ci aspetta venerdì?

Un incontro col l’Urlo, il manifesto della Beat Generation. Tutti conoscono le prime tre righe, ma noi leggeremo il testo intero. Una lettura integrale, un “fiato solo” lungo quaranta minuti, un concerto per voce e chitarra distorta. La musica è dirompente, niente di melodico, un noise contro cui la parola deve lottare. È un corpo a corpo, ma si capirà tutto.

Quand’è la prima volta che hai letto l’urlo, nella vita?

Ho l’edizione di “Juke box” all’idrogeno con lo scotch sulla costa perché si era staccata la copertina. Avevo vent’anni e questo libro mi aveva molto suggestionato nel linguaggio e poco nel contenuto. Riletto a distanza di anni, restava potente proprio per questo flusso di parole sotto l’effetto di droghe. A rileggerlo, i contenuti sono un po’ sorpassati, ma il linguaggio è di estrema contemporaneità.

Anche la traduzione di Fernanda Pivano è ancora molto attuale…

Moltissimo. Fernanda Pivano ha conosciuto personalmente tutti gli scrittori della Beat Generation e li ha tradotti in maniera egregia. Che la traduzioni sono state efficaci lo dimostra il fatto che quei testi non hanno avuto molte altre traduzioni.

Il suo merito principale?

Prima di tutto, di aver tradotto dei testi così estremi, della controcultura, anti-sistema. E non è per niente scontato. Ho avuto la fortuna di conoscerla a Reggio durante la presentazione di “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, alla Casa dello Studente di via dell’Abadessa. Era il periodo dell’intrippamento della Beat Generation e di Hermann Hesse.

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Ma perché l’Urlo ha catturato intere generazioni?

Perché ha avuto il coraggio di mettere al centro della vita qualcosa di diverso dal dollaro.

È bello leggere ad alta voce quest’Urlo?

Molto. Ha questo prosodiare senza interruzione e senza punteggiatura, con un ritmo molto musicale. Un flusso di parole che ha a che fare con la società che si vive, gli altri, lo stare al mondo senza omologarsi.

Grazie, Pier. Vi aspettiamo alla Ghirba venerdì 21 novembre alle 22!

 

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Intervista a cura di Irene Russo