Ghirba - Biosteria della Gabella

La cantante Lhasa de Sela è un’extraterrestre scesa in terra con una voce impressionante, e se non ci fossero delle cover band non potremmo più ascoltare dal vivo le sue canzoni visto che è morta quattro anni fa all’età di 37 anni. Per fortuna sabato 20 settembre dalle 22 i Floricanto verranno alla Ghirba per riportare fra noi l’anima di questa grande artista.

A Camilla Aviles, cantante, abbiamo chiesto di spiegarci il legame fra Lhasa de Sela e il suo gruppo di Reggio Emilia, che conta fra i componenti anche Andrea Righi (percussioni), Marco Baschieri (contrabbasso), Fabio Minari (chitarra), Agostino Cervi (chitarra, tromba, percussioni).

Lhasa de Sela visse in un autobus adattato a scuola. Tu, dove vivi?

A Reggio Emilia. E sai già dove abito.

Lhasa trascorse una giovinezza itinerante tra Messico e USA. Tu, invece?

Tra l’Argentina e la Puglia. Per la verità, cambiavo città ogni sette anni. Ma ho vissuto anche un anno a Zurigo e uno a San Francisco.

A San Francisco, in una caffetteria greca, Lhasa iniziò a cantare a tredici anni. Tu, quando hai cominciato?

A otto anni cantando “Paloma Blanca” a un concorso canoro per bambini, “La Ciliegia d’oro”. Una canzone in spagnolo messicaneggiante, con alcune parti in italiano.

E non è successo a San Francisco, no?

No. È successo a Ginosa, in provincia di Taranto.

Com’è stato il passaggio dall’Argentina alla Puglia?

Meno traumatico di quello dalla Puglia a Reggio Emilia.

Lhasa ha lavorato in un circo francese, è stata cantante ospite dei Tindersticks e ha dato il nome a un parco di Montreal. Tra questi eventi della sua vita, quale ti piacerebbe capitasse anche a te?

Lavorare in un circo francese.

Lhasa de Sela è stata un’artista fuori dagli schemi. In Nord America e in Europa, quando la gente ascoltava la sua voce, diceva: “Ah, il Messico!”. Invece i messicani dicevano: “Che musica strana? E questa da dove viene?”. Cosa pensa la gente di voi?

Non lo so cosa pensa di noi… Ad ascoltarci, la gente dice che l’atmosfera è rilassante, soft e molto sudamericana, tanto che a volte qualche ubriaco ci chiede di suonare “Cielito Lindo”!

Suonate anche canzoni tradizionali messicane, estranee al repertorio di Lhasa?

Sì, le suoniamo perché la gente dica “Questa qua la conosco!”. Per esempio suoniamo “Los Hermanos”, che una volta Lhasa cantò insieme a un’altra cantante. Suoniamo anche “Alfonsina y el mar” (sicuramente anche Lhasa l’avrà cantata davanti al mare). Poi cantiamo “Gracias a la vida”, ma vuoi che Lhasa non l’abbia cantata almeno una volta sotto la doccia?

Com’è nato questo vostro progetto?

Agostino Cervi, il nostro chitarrista e componente de Los Higones, ha avuto l’idea ed è andato in cerca di amici interessati. Siamo tutti suoi amici, o amici di amici. E suoniamo in prevalenza a casa di amici.

Ti faccio una domanda un po’ indiscreta. Tu quanti anni hai?

36.

 

 A cura di Irene Russo

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