Ghirba - Biosteria della Gabella

Ghirba apre straordinariamente domenica 22 sera per ospitare l’imperdibile tappa del tour europeo degli HOBOCOMBO, che presenteranno il nuovo album MOONDOG MASK. Un viaggio tra sonorità e forme musicali che fondono canoni medievali, blues, e ritmi africani. Il concerto inizierà alle 22.

Abbiamo intervistato Rocco Marchi (chitarra elettrica, korg ms-10, voce) per saperne di più sulla loro musica immaginifica.

Da dove viene il nome Hobocombo?

Come spesso accade, un gioco di parole estemporaneo preconizza la tua sorte. Doveva essere un solo concerto, un omaggio al musicista statunitense Moondog: artista di strada, vagabondo, hobo. E’ diventata una band, per definizione girovaga e raminga.

Come definireste la vostra musica?

Esotica, rituale, immaginifica. Non per celebrare chissà quale mito antimoderno, creolo o norreno, ma per rivendicare al linguaggio musicale la sua capacità di disegnare luoghi del fantastico.

Il vostro ultimo album, “Moondog Mask”, ha preso forma in piena atmosfera berlinese. Quanta Berlino c’è nel vostro modo di fare musica?

Parlando di Berlino è difficile uscire dal luogo comune del “crocevia di culture”, altrettanto difficile però è rimanere indifferenti di fronte ad un luogo che sembra avere una straordinaria capacità di accogliere, elaborare, sperimentare, trasformare, con tutte le contraddizioni del caso. Senza ripartire da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht o dall’incendio del Reichstag ci si può limitare a dire che è una città molto stimolante, che suscita riflessioni e invita alla contaminazione e all’ibridazione. Il che è probabilmente assomiglia molto a quello che tocca fare facendo della musica.

Noi della Ghirba amiamo l’handmade e il lo-fi, perciò vorremmo saperne di più del modo in cui costruite strumenti e sonorità non convenzionali…

I credits del disco riportano una lunga lista di strumenti, alcuni dei quali reinventati a partire dalle intuizioni di Moondog, a cui è dedicato questo lavoro. Andrea ha ricostruito una Trimba, una sorta di tamburo triangolare dalla sonorità atavica e contemporanea insieme, abbiamo trasfigurato un O-oo in un Electric O-oo applicando un pickup ad una piccola arpa giocattolo. Il contrabbasso è stato ribattezzato bull fiddle, così come riportavano le note di alcune vecchie registrazioni sul campo del blues di Memphis, e abbiamo liberamente accostato launeddas e sintetizzatori. Tutto con l’obiettivo di disegnare un luogo impossibile, eppure vivo e reale.

La vostra musica può essere pop senza rinunciare al Canone Barocco. Anche il nostro cibo vuole essere sostenibile e consapevole, pur rimanendo accessibile. La cultura alta può conquistare tutti… o no?

In fondo quel che si richiede è un poco di abbandono: concedersi, liberi, di ascoltare, di assaggiare, di capire. Le distinzioni tra alto e basso le lasciamo volentieri al potere che la cultura popolare, al più, la ruba, la riproduce e, depauperata, la rivende.