Ghirba - Biosteria della Gabella

Quale “storia” racconta il tuo progetto?
Racconta il mio ricordo di un paese in cui ho trovato la magia dell’ospitalità, la semplicità della vita di un tempo, un paese che purtroppo oggi è diviso e distrutto. La Siria è diventata inaccessibile e raccontare com’era è diventata una necessità.

Perché hai scelto queste foto per l’esposizione in via Roma?
Perchè parlano di vita di strada e di commercio, come quello che si apre su via Roma.

Come hai interpretato il tema di Fotografia Europea, “Vedere. Uno sguardo infinito”?
Uno sguardo infinito per me vuol dire anche mantenere il contatto coi ricordi di qualcosa che è finito. Aprire gli occhi su qualcosa che era vivo e oggi è molto incerto fà parte di questa riflessione.

Trovi che via Roma sia interessante dal punto di vista fotografico?
Via Roma è una via di passaggio tra i palazzi del centro storico e la circonvallazione quindi un passaggio ideale tra vecchio e nuovo, tra antico e moderno, tra tradizione e progresso; questa caratteristica la rende ideale come scenografia.

“La mia foto è la tua foto”: cosa ti ispira questa frase?
La mia foto può essere tua solo se la tua empatia riesce a farti comprendere la mia prospettiva, sia quella visiva che quella interiore. Può essere la tua anche a buon prezzo!

Qual è il tuo rapporto con la fotografia?
La foto racconta chi sono, cosa mi piace, inquadra la realtà in una prospettiva tutta mia, esclusiva.

Ci racconti la tua storia da fotografo?
Ho cominciato a fotografare con il “regalo della prima comunione”, macchinetta automatica Kodak, poi ho rubato la Pentax del babbo e l’ho portata con me sui cantieri archeologici in tutta Italia. Ho fotografato il mio lavoro, curando anche una pubblicazione a Cremona, e soprattutto la mia vita.

Dal punto di vista tecnico, quali strumenti utilizzi?
Ho sempre usato una reflex Pentax MX con filtro UV su 50mm, con il digitale ho comprato la prima macchina con zoom 10x: una Pentax Optio con filtro polarizzatore, una compatta con numerose impostazioni manuali. Oggi uso molto gli scatti fissi del telefono smart…Credo che non sia il mezzo che si utilizzi ma il modo in cui si guarda attraverso l’obbiettivo.

Qual è il tuo fotografo di riferimento?
Se dovessi dire un nome dovrei dire Bresson.