Ghirba - Biosteria della Gabella

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Cosa ti piace fotografare?
Principalmente persone ma non ho un genere particolare, ad oggi. Mi piace fotografare il reale.

Qual è il tuo rapporto con la fotografia?
È stata la mia ancora di salvezza negli anni universitari quando non avevo ancora ben chiaro chi fossi e dove volessi andare. Mi aiuta ad esprimere meglio ciò che sento in quel particolare momento della vita.

Ci racconti la tua storia da fotografa?
Se un giorno avrò una storia da fotografa ne sarò ben lieta.

Dal punto di vista tecnico, quali strumenti utilizzi?
Ho due corpi macchina Nikon (D200 e D5200). Rubo gli obiettivi a mio padre, il mio preferito è il 60mm fisso anche se uso principalmente il 18-70mm.

Qual è il tuo fotografo di riferimento?
Mio padre prima di tutti. Poi Ghirri, Carteir Bresson, Robert Capa.

Quale “storia” racconta il tuo progetto?
Il mio progetto vuole descrivere l’eterogeneità di una via, in cui convivono culture e situazioni di vita estremamente diverse, attraverso un elemento molto caratteristico a cui, però, a volte, si riserva poca attenzione.

Le tue foto interpretano il tema di Fotografia Europea, “Vedere. Uno sguardo infinito”?
Quando ho pensato come sviluppare il progetto fotografico per la rassegna di via Roma ho tenuto conto anche del tema di Fotografia Europea e credo che il concetto di guardare oltre un portone, spesso con l’immaginazione, riesca a soddisfare entrambi i temi.

Trovi che via Roma sia interessante dal punto di vista fotografico?
Via Roma è forse una delle vie più interessanti della città dal punto di vista fotografico, grazie alle diverse storie che ospita.

Può la fotografia aiutare a “sentirsi a casa”?
Dipende da quale messaggio si vuole lanciare attraverso le fotografie. Credo che la fotografia possa farci sentire a casa quando rievoca soggetti che colleghiamo istintivamente a qualcosa di personale.

“La mia foto è la tua foto”: cosa ti ispira questa frase?
Ho sempre dato molta importanza alla circolazione delle fotografie. Ritengo sia fondamentale guardare le foto di altri per imparare, provare e sperimentare. Quando ho cominciato a fotografare non volevo mostrare le mie fotografie perché non le reputavo all’altezza di questo compito. Oggi penso ancora che non lo siano ma credo anche che sia giusto farle circolare invece che trarre solamente insegnamenti dagli altri. In diverse occasioni, inoltre, ho ricevuto critiche che mi hanno aiutato molto. Questa frase mi fa pensare proprio a quando, qualche anno fa, scuotevo la testa imbarazzata se qualcuno mi chiedeva di vedere le mie foto.

Ho 28 anni e da sempre vedo girare per casa reflex e obiettivi, rullini, stampe e diapositive. Qualche anno fa ho cominciato ad interessarmi seriamente alla fotografia e per il momento non ho intenzione di smettere.

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