Ghirba - Biosteria della Gabella

01_Alessandra-Calò_m

Ci racconti la tua storia da fotografa?
Nel 1980 presi per la prima volta il treno e con i miei genitori andammo a Firenze. Mio padre, per l’occasione, mi regalò una macchina fotografica in plastica rossa…E’ stato il mio più bel regalo ed il suo più terribile sbaglio.

Dal punto di vista tecnico, quali strumenti utilizzi?
La mia piu’ grande scoperta è il cellulare.

Qual è il tuo fotografo di riferimento?
Non lo so…Di solito mi lascio convincere dalle copertine dei libri.

Quale “storia” racconta il tuo progetto?
È la storia di una “casa”. Una casa su tre piani, fatta di 22 stanze. Dall’esterno la chiamano Hotel City, ma chi ci vive dentro…

Perché hai scelto queste foto per l’esposizione in via Roma?
Perchè le ho sentite e le ho concepite come la visione di un racconto. Un racconto che ho ascoltato durante i miei giorni in hotel, attraverso le voci dei protagonisti, il rumore della strada, il saliscendi dalle scale. È un racconto intimo, semplice. Mi hanno aperto le loro stanze, i loro frigoriferi, i loro album dei ricordi.

Trovi che via Roma sia interessante dal punto di vista fotografico?
Credo che Via Roma sia costantemente in evoluzione. Ci sono strati di storia e di storie, che si intrecciano e mi coinvolgono. Impossibile non restarne affascinata. È nello stesso tempo un rettilineo, un paese, un mondo, un’isola, una piazza, una famiglia, un corridoio.

Incentrate sul tema della memoria, le opere di Alessandra Calò sono state spesso esposte in gallerie italiane ed estere. Reggio Emilia le ha permesso di realizzare alcuni dei suoi progetti più importanti: “Gli oggetti ci parlano” per Musei Civici; “Women in Fluxus” per Fondazione Palazzo Magnani; “Antipodi Apolidi” di Lorenza Franzoni per Spazio Gerra; “OfficineMeccanicheReggiane” con Fabio Boni e Fabrizio Cicconi per Tecnopolo. Dal 2008, presenta installazioni fotografiche durante il festival di Fotografia Europea.

> Guarda le foto di Alessandra Calò