Ghirba - Biosteria della Gabella

Cosa ti piace fotografare? 
Mi piace fotografare in bianco e nero, i miei soggetti preferiti sono soprattutto quelli che si trovano in situazioni di luce e ombra contrastante. Mi piacciono i paesaggi urbani, sia città sia vecchi borghi con case diroccate. Trovo anche interessanti gli oggetti domestici appoggiati casualmente o dimenticati.

Qual è il tuo rapporto con la fotografia?
Il mio rapporto con la fotografia è di tipo amatoriale, è una passione.

Ci racconti la tua storia da fotografa?
Ho iniziato a fotografare verso i sedici anni con una macchina compatta a pellicola, continuando con una reflex del 1969 e all’ oggi uso una reflex digitale. Durante gli studi accademici ho seguito un corso di fotografia dove ho imparato la tecnica della stampa in camera oscura, ho studiato la storia della fotografia e approfondito la tecnica.

Dal punto di vista tecnico, quali strumenti utilizzi?
Nessuno strumento tecnico in particolare, macchina fotografica in mano e basta. Raramente uso il cavalletto.

Qual è il tuo fotografo di riferimento?
Più che un fotografo in particolare è un libro di fotografia: “Les Americains” di Robert Frank. Mi piacciono molto anche altri fotografi americani del ‘900 come Ansel Adams, Edward Weston, Walker Evans e Walter Rosenblum.

Quale “storia” racconta il tuo progetto? 
Il mio progetto racconta delle vie del centro di Reggio, volutamente prese in momenti di tranquillità, dove sono gli edifici protagonisti. Per la realizzazione ho volutamente aspettato che passassero al massimo due persone prima di scattare.

Come interpreti il tema di Fotografia Europea, “Vedere. Uno sguardo infinito”?
Il mio sguardo infinito è rivolto al centro storico, sono profondamente affezionata, nutro un profondo legame affettivo, in quanto mio papà è stato proprietario di un negozio di abbigliamento per molti anni, da prima che io nascessi. Ci andavo da bambina alla fine degli anni ottanta e compiuti i diciotto anno ci ho lavorato nel periodo degli studi accademici.  Via Navona sarà sempre molto speciale per me.

“La mia foto è la tua foto”: cosa ti ispira questa frase?
Quando scatto una fotografia lo faccio perchè c’è qualcosa che ha evocato un sentimento in me che cerco di trasmettere attraverso l’ immagine. La foto è mia perchè ho scelto di scattarla ma è anche tua perchè spero di aver comunicato quella sensazione che mi ha toccato in quel momento.

Clara Pignagnoli
Nata a Reggio Emilia il 31 luglio 1984.
Studi di tipo artistici: laurea in decorazione all’Accademia di belle arti di Bologna, diploma in architettura ed arredo all’Istituto d’arte G. Chierici.
La mia passione per la fotografia nasce già dai sedici anni, iniziando con macchine fotografiche automatiche a pellicola, fino a quando ho iniziato ad usare una Canon del 1969, oggi utilizzo una reflex digitale.
Professione: educatrice.